A Mariàngela, per il compleanno
Per i campi che Venere feconda
con l’eterno amoroso suo sorriso
spumoso di marino paradiso,
scorazza il cuore a cavallo di un onda
che infaticabile da sponda a sponda
le tracce insegue di Marte e Dioniso
fanciulli antichi d’Olimpo e d’Eliso
e per i boschi di Diana errabonda.
Dalla finestra contempla del cielo
pietre consunte, bruciate dal sole
e con lo sguardo di ninfa accarezza
verdi distese che punge la brezza,
poi fra cespugli d’ortensie e viole
l’anima copre d’un verso col velo.
Raffaele Pinto
